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Compilazione / Omaggio a Bahíyyih Khánum, la Più Grande Santa Foglia

Compilazione / Omaggio a Bahíyyih Khánum, la Più Grande Santa Foglia

Il volume comprende Testi sacri bahá’í, scritti del Custode della Fede e lettere della stessa illustre figlia di Bahá’u’lláh, raccolti dal Dipartimento delle ricerche del Centro Mondiale Bahá’í 

Un dono speciale. E un’inestimabile opportunità per approfondire la conoscenza della «principale eroina della Dispensazione bahá’í», come Shoghi Effendi definisce l’amata prozia. Questo, in estrema sintesi, il frutto della compilazione “Bahiyyeh Khánum – La Più Grande Santa Foglia”, opera che comprende testi sacri bahá’í, scritti del Custode della Fede e lettere della stessa illustre figlia di Bahá’u’lláh raccolti dal Dipartimento delle ricerche del Centro Mondiale Bahá’í e pubblicati dalla Casa Editrice Bahá’í (Ceb).

Immergersi nella lettura equivale a scandagliare, per quanto umanamente possibile, la natura sublime, le sofferenze, la forza d’animo, la dedizione, la consacrazione al servizio, la fedeltà al Patto del «pegno lasciato da Bahá’u’lláh», il «tesoro inestimabile del Paradiso di Abhá», «l’impareggiabile frutto dell’Albero sacro», unico grande conforto della vita del Custode, come lo era stato per lei l’adorato fratello ‘Abdu’l-Bahá.

Incarnazione di fedeltà e sincerità, abnegazione e amore, Bahiyyeh Khánum rappresenta, nelle parole di Shoghi Effendi, «l’ultima superstite di un’era eroica e gloriosa» e il suo trapasso coincide con «la conclusione dell’Età primitiva e apostolica della Fede di Bahá’u’lláh». 

Colpisce con struggente poesia l’apparente contrasto tra la fragilità della figura umana della Più Grande Santa Foglia, il suo essere sottile ed eterea, e la sua gigantesca forza interiore, la calma e la speranza dimostrate anche nelle circostanze più avverse, tra le prove più difficili e strazianti che dovette affrontare dalla più tenera età fino alla fine dei suoi giorni terreni. Gli esili, le privazioni, la costante minaccia di venire separata dall’amato Padre, le macchinazioni e gli sconvolgimenti provocati dai nemici interni ed esterni della Fede la minarono nel fisico affinando però contemporaneamente le sue qualità spirituali, la nobiltà, la modestia, il sacrificio e la sicurezza interiore che provenivano dalla grazia della Bellezza Benedetta, rendendola un punto di riferimento irrinunciabile per l’intera comunità del Più Grande Nome. 

Più volte e sempre da sola, nei momenti più bui della giovane Fede, ha preso nelle sue fragili mani le redini della Causa, preservandola dagli attacchi e dalle divisioni, per indicare con mite fermezza la retta via. 

Pur vessata da angosce e tribolazioni, dalle sue lettere ai credenti traspare sempre l’incoraggiamento e la fiducia nel futuro, la gioia e l’amore sincero per le attestazioni di fedeltà al Patto e per i successi della Causa nel mondo. 

Sia pure impossibilitati

a capirne appieno il rango, nei suoi scritti traspaiono evidenti il senso di assoluta dedizione alle figure centrali della Fede e la difesa strenua e costante dell’unità della Causa, basata sulla fedeltà al Patto di Dio. 

Tra le innumerevoli perle contenute nella compilazione, un passo di una lettera scritta da Bahiyyeh Khánum ai Bahá’í in America, datata 20 luglio 1922, di stupefacente attualità: «Cari amici, questo è giorno di fedeltà. Questo è giorno di unità. Questo è giorno di servizio, Non aspettiamo, non riflettiamo, ma, distaccati dal mondo e dalle sue cure, indossata la corazza della fede, colmi di divino spirito d’amore e risvegliati dalle Sue vivificanti esortazioni, leviamoci in massimo amore e perfetta armonia, corriamo sul campo del servizio e soggioghiamo il regno dei cuori con l’arma dell’amore di Dio e con la spada della pace e della fratellanza».