Opinioni bahá'í 2019 inverno
Il Servizio. Cultura, vissuti, senso etico-religioso di Giansecondo Mazzoli
Felicità: alcune riflessioni di Giampaolo Soddu
Eventi BWNS
Il Servizio. Cultura, vissuti, senso etico-religioso di Giansecondo Mazzoli
Felicità: alcune riflessioni di Giampaolo Soddu
Eventi BWNS
Si chiude col presente numero un volume particolarmente importante della nostra rivista. Il 2019, infatti, è stato l’anno in cui la Comunità Internazionale bahà’ì ha ricordato i 200 anni dalla nascita del Precursore e Araldo della Fede bahà’ì, il Bàb. Con il prezioso aiuto degli autori che da molti anni si alternano nella collaborazione con la Redazione, il volume 43 ha visto la pubblicazione di articoli ispirati alla tematica del progresso del genere umano ( ad esempio dal numero 1 “Il continuo progresso dell’umanità – Due punti di vista” o dal numero 2 “ Dalla Società delle Nazioni ad un nuovo Ordine Mondiale” ) ed un intero numero dedicato a presentare il contesto storico-religioso in cui prendono forma la vicenda umana, la missione spirituale del Bàb e il suo rapporto con Bahà’ù’llàh, il Fondatore della Fede bahà’ì. Dedichiamo infine il numero 4 all’approfondimento del concetto di servizio e della felicità umana intesi nella loro duplice accezione di esperienza singola e collettiva. E’ vero; è quasi inusuale riflettere su cosa essa sia e su come possa essere raggiunta e mantenuta dall’umanità intera piuttosto che dal singolo individuo. Ciò è comprensibile se si pensa a quanto “antica” sia la riflessione dell’uomo sulla felicità se paragonata alla “recente” comparsa del concetto di Umanità. Ben lo evidenzia l’articolo di Gian Paolo Soddu, “La ricerca della Felicità”, che presenta il concetto alla luce di alcune tradizioni filosofiche e religiose, sottolineandone l’intreccio profondo con la natura spirituale dell’uomo e di conseguenza con le istanze spirituali della comunità umana. E a proposito di queste ultime, il traguardo del riconoscimento che necessità e potenzialità spirituali dell’Umanità sono elemento imprescindibile per conseguire progresso e benessere, sembra ancora lontano. Eppure lo stesso pensiero laico comincia ad aprirsi all’unica ipotesi ancora troppo poco indagata, quella di una “rivoluzione” etica consapevole come strumento di progresso e garanzia di futuro. Esempio eloquente è la citazione del Sociologo Bauman riportata dall’articolo di Soddu: “Ciò di cui abbiamo bisogno è una base etica adeguata, capace di soddisfare le necessità di una società multiculturale globalizzata di crescente interconnessione.... Quello che potrebbe essere un approccio di tipo laico nella ricerca di una base etica per favorire il benessere e la felicità degli esseri umani non sembra una soluzione efficace”. Da quando l’uomo si è scoperto parte di una moltitudine che popola un unico pianeta da cui non può al momento separarsi, per molte categorie di pensiero con le quali egli aveva convissuto è iniziato di fatto un inevitabile conto alla rovescia. In questa fase di transizione da un mondo diviso dagli interessi soprattutto economici di molteplici società ad un mondo che lavorerà unito per il benessere dell’unica comunità umana, molte forze sono ovunque già al lavoro e da questo impegno sorgono risultati incoraggianti e illuminanti per il cammino che resta da compiere. L’articolo di Gianni Mazzoli “Il progresso dell’individuo nella prospettiva del servizio” e la rubrica di Riccardo Ceccherini “La città felice – Elaborazione da un articolo BWNS” ce ne danno un esempio, affrontando il primo il concetto di servizio all’umanità come suprema virtù dell’uomo contemporaneo e dandoci notizia il secondo di uno dei tanti convegni internazionali promossi per una riflessione condivisa sul benessere della comunità umana. Mentre vi parliamo, la Redazione è già al lavoro per il prossimo ciclo di Opinioni Bahà’ì. Confortati dall’affetto dei nostri lettori per una rivista che si avvicina al traguardo dei 45 anni ininterrotti di pubblicazione, ci auguriamo di avervi più che mai numerosi nel 2020. E in questo inizio anno così segnato da eventi e previsioni che sembrano smentire chi, come i bahà’ì, crede e lavora per un’organica trasformazione nelle strutture dell’odierna società, vogliamo lasciarvi con alcune parole di Abdu’l Bahà, il figlio di Bahà’u’llàh, tratte dall’opera Le lezioni di San Giovanni d’Acri: “Un uomo veramente felice non è soggetto ai cangianti eventi del tempo. Come un eterno sovrano egli siede sul trono delle realtà immutabili. Non dipende dalle mutevoli circostanze esteriori e con le sue azioni porta felicità agli altri”. Buona lettura. La Redazione