libro bahá'í Opinioni bahá'í 2019 primavera
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Opinioni bahá'í 2019 primavera

Il continuo progresso dell'umanità: due punti di vista di Riccardo Ceccherini
Il continuo progresso dell'umanità due punti di vista di Luciano Mazzoni Benoni
Omaggio ad Alessandro Bausani di Julio Savi
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La ricerca della Pace è sempre stata uno dei maggiori dilemmi dell’uomo. Poeti, veggenti, saggi e profeti hanno espresso la loro visione a favore di un mondo pacifico, nel quale il lupo e l’agnello dimorano sotto lo stesso tetto. Questo sentimento è accresciuto nel tempo: la necessità di un mondo in pace è aumentato col decadere della nostra società. I valori morali, i principi educativi, economici, sociali e politici si stanno poco a poco disgregando e l’umanità intera si sta affacciando al bisogno di una visione comune ed unificante. L’impulso generato da questa necessità ha portato ad una serie di sovvertimenti ideologici che hanno sconvolto il mondo, e che sembrano ora essersi esauriti. Nonostante i risultati, la passione investita nella lotta testimonia l‘intensità dell’esigenza. Tuttavia, se ci guardiamo intorno, vediamo un mondo orientato ai problemi e che ha investito molte energie nel suo opposto. La povertà, il razzismo, le guerre, la violenza e la carenza di educazione sono impedimenti per il raggiungimento di una Pace duratura. Le innovazioni tecnologiche e scientifiche hanno spianato la strada per il raggiungimento di questo obiettivo ed hanno indicato gli strumenti per mezzo dei quali i problemi concreti dell’umanità potrebbero essere risolti. Indubbiamente essi procurano gli strumenti utili per amministrare la complessa vita di un mondo unito. In antitesi vediamo che molte energie vengono investite in spese militari e guerre. In un mondo che destina oltre tre mila miliardi di dollari per le forze armate, abbiamo un quarto della popolazione mondiale malnutrita o che soffre di gravi malattie, ed un adulto su tre non sa né leggere né scrivere. Per venire a conoscenza di questi aspetti negativi non è necessario viaggiare nei paesi del Terzo Mondo. Basta semplicemente aprire le finestre di casa per constatare con i nostri occhi che queste problematiche ci circondano. Fino ad oggi vi sono state due grandi trasformazioni che hanno modellato e cambiato la struttura della nostra società. La prima può essere individuata come decolonizzazione e, nei cosiddetti Paesi del Terzo mondo ha contribuito alla formazione di una loro propria struttura societaria. La seconda, che fu avviata con il glasnost e che coinvolgeva tutti i paesi della cortina di ferro, li ha aiutati a trovare una loro identità. Questo processo ha portato alla nascita di varie nazioni indipendenti che nel passato facevano parte di uno stato unico che non teneva conto delle differenze etniche presenti sul suo territorio. Tra non molto vi sarà un’ulteriore trasformazione che influenzerà i paesi del Primo mondo, ossia quelle nazioni capitalistiche i cui sistemi abbiano dimostrato nei fatti di non essere immuni ai fallimenti che hanno caratterizzato i sistemi in cui le altre trasformazioni sono avvenute. La religione, una delle forze vitali che per secoli e secoli ha aiutato l’umanità a sviluppare la civiltà, è ora vista da un numero sempre maggiore di persone come priva di alcuna rilevanza in tema delle maggiori questioni che affliggono il mondo moderno. In sua vece vanno stabilendosi ideologie create dall’uomo che hanno dimostrato di essere incapaci di risolvere i problemi dell’umanità. I frutti generati da queste ideologie non sono altro che i malesseri che stanno affliggendo l’umanità d’oggi al termine del ventesimo secolo. Coll’incombere del tempo, il bisogno dell’umanità è quello di trovare una visione comune. Tale visione è dispiegata negli Scritti di Bahá’u’lláh, il Profeta fondatore della Fede bahá’í, e più egregia figura religiosa del diciannovesimo secolo. Nel corso del Convegno organizzato dall’Associazione Studi bahá’í “Alessandro Bausani” i temi che sono stati trattati riflettono le note introduttive del presente editoriale. Negli anni passati era prassi della redazione della rivista “Opinioni Bahá’í”, di pubblicare gli Atti del Convegno dell’Associazione nel secondo numero. Quest’anno alcune esigenze redazionali hanno cambiato questo tradizione, anticipando gli atti al primo numero del 2019. Il tema del Convegno del 2018 aveva come sua caratteristica principale di offrire alcuni spunti ai partecipanti affinché possano utilizzarli al fine di sviluppare una conoscenza e un rapporto con Bahá’u’lláh diversi. Il Convegno si è dimostrato ispirante e ricco di spunti grazie agli interventi di tutti gli oratori che hanno contribuito a rendere prezioso questo Convegno che coincideva con l’anno del Bicentenario della nascita di Bahá’u’lláh. Il tema del Convegno era “Ispirazione e azione: Una via spirituale verso l’impegno sociale” e si svolto a Rimini dal 22 al 23 settembre 2018. Il Convegno si è aperto la mattina del sabato con una presentazione sulle poesie di Bahá’u’lláh a cura di Faezeh Mardani e Julio Savi. Nel corso della loro presentazione si sono soffermati su alcuni aspetti mistici del messaggio di Bahá’u’lláh. Nella seconda parte della prima giornata del Convegno si sono alternati con interventi molto stimolanti e puntuali Giansecondo Mazzoli sul tema “Dalla ricerca all’azione: il desiderio di servire gli altri” insieme a Luciano Mazzoni. Riccardo Ceccherini che hanno trattato il tema “Il continuo progresso dell’umanità: due punti di vista” affrontato con due punti divista che illustrano come le esigenze dell’umanità sono principalmente spirituali e che la soluzione a molti dei problemi che affliggono l’umanità oggi risiede nella realizzazione spirituale dell’uomo. Nella serata i partecipanti si sono recati a visitare la città di San Marino accompagnata da una cena conviviale. La giornata di domenica ha visto la presentazione degli ultimi due temi: un omaggio al Professor Bausani da parte di Julio Savi e una presentazione sul tema “Le fonti dell’ispirazione: un’entusiasmante ricerca” a cura di May Bulletti e Iscander Micael Tinto. In questo numero desideriamo proporvi gli interventi di Mazzoni e Ceccherini, mentre gli interventi degli altri autori saranno inseriti nei successivi numeri. Il primo articolo di questo numero sarà quello di Luciano Mazzoni che affronta il tema “Il continuo progresso dell’umanità: due punti di vista” analizzandolo dal punto di vista di de Chardin e di altri autori con la puntualità e profondità di analisi che lo caratterizzano. Possiamo leggere alcuni spunti dal suo articolo “Il tema che si pone in questo Convegno è estremamente salutare e costruttivo: essere e vivere “proiettati al futuro”. Ma non può sfuggire a nessuno come viceversa oggi questo approccio risulti poco frequentato, evitato e/o rimosso: per una serie di cause tutte ormai individuate e tuttavia non superate”. E ancora possiamo leggere: “Sicché la difficoltà prevalente oggi diventa quella di come rispondere alla ‘assenza di futuro’, che drammaticamente emerge nel clima psichico del mondo (specie occidentale), a cominciare dalle nuove generazioni. Questa impensabile situazione venne prevista da Pierre Teilhard de Chardin nel suo studio per l’UNESCO ‘La guy de vivre’ (1950)”. Incoraggiamo il lettore ad addentrarsi nella lettura dell’articolo per cogliere altre gemme presenti. Il secondo articolo è di Riccardo Ceccherini sul medesimo tema affrontato dal punto di vista degli scritti bahá’í. La sua analisi molto accurata offre una panoramica attraverso gli scritti bahá’í e le loro implicazioni in ambito sociale, nelle relazioni fra le persone e nel profondo cambiamento che l’umanità deve affrontare. Possiamo leggere dal suo articolo: “L’uomo ha sempre cercato di sviluppare una riflessione sui motivi della sua esistenza sul pianeta, di come le società nascono, si sviluppano, raggiungono un apice per poi regredire. Probabilmente il confronto con la natura che obbedisce a regole e a istinti codificati, ha favorito da parte dei pensatori considerazioni sul proprio essere e divenire e di stabilire quali fossero le leggi sociali delle comunità che di volta in volta si sono costituite.” E ancora leggiamo: “In questo intervento cercherò di proporre dei modelli, per altro celeberrimi, del passato per poi arrivare a quanto si evince dagli insegnamenti di Bahá’u’lláh (1817 – 1892) per esporre una visione del cammino dell’umanità in sintonia con i tempi odierni ma, soprattutto, che indichi una «mappa» costruttiva per l’umanità di un prossimo futuro.” Il lettore interessato potrà cogliere molteplici spunti di riflessione da entrambi gli interventi e potrà sicuramente sviluppare una sua più ampia comprensione di quelle che possono essere le cure di un’umanità gravemente malata e provata. L’Associazione Studi bahá’í “Alessandro Bausani” in questi anni si è riproposta attraverso il suo convegno annuale di offrire ai suoi associati e a tutti i partecipanti, una finestra attraverso la quale è possibile incontrare vari approcci alle problematiche dalla società attuale. Attraverso il dialogo con autori e oratori di svariate provenienze si è riuscito a produrre un semplice modello di dialogo interreligioso e laico nel quale i punti di vista diversi sono stati l’occasione di una conoscenza e accrescimento reciproci, senza pregiudizio ma con il sincero desiderio di tutti di conoscersi e contribuire al benessere della società. I convegni sono stati fino ad ora 16 e la partecipazione delle persone è andata gradualmente in aumento grazie anche al coinvolgimento di persone che hanno contribuito alla crescita del convegno stesso e dell’Associazione. Un principio che caratterizza la Fede bahá’í è quello dell’unità nella diversità che si esprime nelle relazioni, nei rapporti fra scienza e religione, i valori di equità nell’abolire gli estremi di ricchezza e povertà, in famiglia, nell’equo rapporto tra uomini e donne. Ci auguriamo di poter continuare ad alimentare questo percorso di arricchimento con il contributo prezioso di tutti coloro che condividessero questi ideali.
OB-2019-PRIMAVERA
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