libro bahá'í Opinioni bahá'í 2017 inverno
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Opinioni bahá'í 2017 inverno

"La polvere ottenebrante di tutta la sapienza acquisita" Abolizione dei pregiudizi e unità del genere umano di Gian Paolo Soddu
Gocce di splendore. L'agiografia e l'arte di disegnare esempi di vita di Iscander Micael Tinto
Rubrica Talenti di Elena Codeluppi
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Un aspetto che caratterizza ciascuna persona è la difficoltà a non avere pregiudizi verso le persone e le situazioni che incontra sul suo cammino. Riprendendo un tema caro al compianto Umberto Eco, sembra che la necessità degli esseri umani sia quella di trovare un nemico, un pregiudizio per “misurare il nostro sistema di valori e mostrare nell’affrontarlo, il valore nostro.” Questa lettura così forte e conflittuale si staglia sull’orizzonte rendendo difficili le relazioni fra gli esseri umani, la costruzione di civiltà e qualsiasi forma di transazione che veda coinvolta più di una persona. Riuscire a superare l’ostacolo del pregiudizio è un’impresa tanto ardua quanto impossibile se da parte dell’individuo non c’è la volontà di rivedere le cose da un’ottica che metta in risalto non la diversità come nemico, bensì la diversità come elemento che arricchisce il panorama e la varietà delle relazioni che si possono sviluppare all’interno di una società che sta scoprendo una diversità mai sperimentata prima d’ora. Una società che accoglie la diversità si fonda su individui che hanno saputo costruire un’identità personale robusta basata su valori veri che orientano i comportamenti delle persone alla costruzione. Nel corso dei secoli passati tutto questo è avvenuto grazie all’agiografia che consiste nell’eleggere qualche individuo a esempio e modello per l’individuo che desidera sviluppare le sue qualità in conformità con il modello offerto dal personaggio prescelto. Indubbiamente questa modalità di eleggere qualcuno a modello è piuttosto difficile in una società come la nostra dove si tende a decostruire tutto, dissacrare e sarcasticamente livellare le differenze fra le persone in modo da disorientare i più, che non avendo un modello a cui riferirsi tendono a smarrirsi. Questo numero della rivista si pone l’obiettivo ambizioso di trovare un ponte tra l’individuo e la società; tra pregiudizi e assenza degli stessi, virtù espresse e acquisite dall’individuo. Eliminazione dei pregiudizi e ricerca di una società stabile dove rispetto e armonia regnano sinceramente e non come risultato di sovrastrutture che rendono i rapporti flebili e spesso al limite della conflittualità. Il primo articolo di Gan Paolo Soddu, è la continuazione dell’articolo apparso nella Primavera del 2016 e ci guida nell’analisi del concetto di pregiudizio e di unità nella diversità nel fermo tentativo di offrire un modello per la società, una società che sta mutando continuamente. È uno studio pioneristico, semplice e profondo ma ricco di spunti per chi volesse comprendere anche solo minimamente come costruire un modello che faciliti la costruzione di una società multi etnica senza precedenti. Il secondo articolo di Iscander Tinto è uno studio sull’agiografia, l’arte di indicare un individuo come modello per aiutare il singolo a trovare un prototipo a cui riferirsi. Nell’antichità i santi erano un modello e le persone cercavano di conformarsi al loro esempio. Nell’articolo sono messe a confronto le opere del mistico persiano ‘Attar e di ‘Abdu’l-Bahà. L’intento dell’autore è quello di offrire una lettura dell’agiografia non più e non solo come arte di elevare le persone al rango di santi, bensì di offrire un modello costituito da persone, semplici individui, che con i loro sforzi hanno contribuito a cambiare la società offrendo una goccia di splendore e di umanità. L’augurio è che questo numero possa essere di ispirazione e confronto su dei temi piuttosto complessi e delicati che stanno mettendo seriamente in difficoltà la nostra società.
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