Una velata bellezza di Giovanni Leonardi Il suono ineluttabile. Considerazioni sul Suono, la Musica e le sue frammentazioni di Antonino YekNur Siringo Testimoni di storia di Julio Savi
Opinioni bahá’í ha raggiunto e superato nel 2015, la soglia dei quarant’anni. È un risultato notevole perché la pubblicazione è stata continua e ha sempre raggiunto regolarmente i suoi abbonati il cui numero è incrementato di anno in anno.
Sfogliando i primi numeri della rivista si può leggere, nell’intestazione, «foglio per bahá’í edito dalla assemblea spirituale nazionale d’italia» (Anno III n. 15, marzo 1976) perché Opinioni era dedicata alla comunità bahá’í e segretaria di redazione era la carissima Angela Boldracchi. Nell’editoriale di quel numero leggiamo:
Quando apparve il primo numero di Opinioni Bahá’í, non pochi pensarono che avrebbe avuto «vita breve». Noi pensiamo invece, e siamo felici esprimere ciò con l’uscita del 2° numero della «nuova serie», che avrà vita lunga, tato lunga quanto forte sarà il desiderio di noi tutti di far conoscere la Fede e di trovare mezzi idonei a propagandare non tanto il «nome Bahá’í» fine a se stesso, ma l’IDEA che una «nuova way of life» è possibile e realizzabile.
Già dal numero successivo si compì un salto in avanti per raggiungere questo obiettivo e il «foglio per bahá’í» divenne «trimestrale edito dall’assemblea spirituale nazionale dei bahá’í d’italia» con la chiara indicazione in un inserto della redazione, di diffonderlo tra la cerchia di amici, conoscenti e ricercatori, allora attratti dalla Fede sottoscrivendo gli abbonamenti annui. Non sono francamente in grado di dire quanti fossero gli abbonati di allora ma, oggi, con le campagne di abbonamento in corso abbiamo superato la soglia dei 680 abbonamenti e la redazione mira a mantenerli e ad accrescerli.
Durante quarant’anni siamo stati testimoni di enormi cambiamenti nella società. La fine degli anni 70 è stato un periodo in cui si sono affermate prepotentemente le idee del dialogo interreligioso, della pace universale, dell’emancipazione femminile, dei diritti dei lavoratori, le prime battaglie per il clima e la difesa dell’ambiente e gli articoli contenuti nella rivista hanno testimoniato questi processi presenti nella società civile perché col crescere della comunità bahá’í in tutto il mondo, i principi enunciati dal Suo fondatore, Bahá’u’lláh, sono stati portati alla ribalta e hanno iniziato a influenzare la vita dell’umanità. Intendiamoci, ancora oggi la loro fonte non è pienamente riconosciuta ma sempre più numerose ed importanti sono le testimonianze che «la vibrante influenza» da essi esercitata è sempre più effettiva e efficace. La rivista è oggi in prima linea per la difesa dell’ambiente continuamente attaccato da sfruttamenti indiscriminati, per favorire l’integrazione fra il nord e il sud del mondo, specie in favore dei più deboli, e cercare di aprire sempre nuove finestre sulla reciproca conoscenza religiosa e è diffusa fra gli amici della comunità bahá’í e il pubblico in generale con particolare riguardo alla biblioteche pubbliche.
Tra gli articoli del periodo iniziale troviamo quelli a firma di studiosi e insegnanti della Fede quali Ugo Jachery, Alessandro Bausani, Augusto Robiati, Erich Blumenthal, e altri, come Julio Savi, Giuseppe Robiati e Felice Pappalettera che ancora scrivono e sostengono la rivista. Stilare qui una lista di quanti hanno contribuito con i loro scritti alla pubblicazione non è possibile ma il concetto di fondo è che tutta una comunità ha sostenuto con il proprio ingegno la rivista e questo è il segreto della sua longevità e del suo successo. Una rivista culturale vive infatti, finché le idee che esprime e gli intellettuali che le promuovono e coloro che le leggono, credono e centrano la propria esistenza su di esse. Per questo motivo riescono a essere durevoli nel tempo, a rinnovarsi e a riproporsi in significati più ampi e nuovi.
I direttori della rivista e i componenti della redazione si sono succeduti gli uni agli altri nel corso degli anni, mantenendo vivi gli standard di pubblicazione e cercando di tenere Opinioni bahá’í al passo coi tempi con una continua ricerca di articoli e nuovi scrittori e curando l’impostazione grafica e di copertina. Dalle copertine lineari degli anni 70, siamo passati a quelle illustrative dei periodi successivi, fino a quelle basate su ricerche fotografiche a tema che hanno caratterizzato le ultime annate.
Un accenno particolare deve essere rivolto alla collaborazione con l’Associazione Studi Bahá’í «Alessandro Bausani» per la qualità della sinergia fra i suoi componenti e la rivista stessa che si traduce nella pubblicazione nel numero di primavera o in quello dell’estate, degli atti del convegno di studi dell’Associazione stessa e al quale partecipano sempre personalità del mondo culturale italiano proponendo una serie di relazioni e articoli che indubbiamente sono di interesse e stimolo alla lettura di Opinioni.
Raccogliere le sfide di un passato così importante sarà pertanto la «mission» per i prossimi anni. La redazione si è infatti consultata nel corso di una delle sue riunioni, su come coinvolgere ulteriormente gli amici nella scrittura di nuovi articolo, sul senso della rivista oggi e di come si possa evolvere il suo ruolo in una comunità dinamica e aperta a tante iniziative come quella bahá’í, per arrivare alla conclusione di dover elaborare un progetto di approfondimento delle attività in corso. Le iniziative allo studio sono molte. Una nuova rubrica arricchirà i numeri portando all’attenzione dei lettori figure storiche che hanno infiammato i primi tempi della Fede con lo scopo di ricordare i grandi esempi di servizio del passato. Prevediamo nel mese di giugno un piccolo convegno con tutti gli autori che scrivono articoli per Opinioni per individuare nuovi campi di indagine, naturalmente legati agli Insegnamenti, e stringere relazioni con altre pubblicazioni che si occupino delle stesse tematiche.
In questo numero presentiamo due articoli sul tema della bellezza. Giovanni Leonardi coglie la relazione fra il senso estetico della bellezza e il suo valore spirituale come espresso nella mistica di tutte le religioni e, particolarmente, in quella bahá’í. Nel citare gli Scritti bahá’í coglie l’armonia fra il concetto di bellezza e quello di speranza e sicuramente illuminerà il lettore sulle implicazioni di questa relazione. Antonino Siringo invece, nel suo articolo Il Suono Ineluttabile, Considerazioni sul Suono, la Musica e le sue frammentazioni, pone in evidenza come all’origine del tutto vi sia sempre una sonorità che non può essere ignorata o sottaciuta: un «archetipo» costituito dal Suono. Attraverso l’evoluzione spirituale si può comprendere la musica che «potrebbe essere capace di armonizzare la musica della terra con quella del cielo», come scrive egli stesso. Presenteremo infine la nuova rubrica «Testimoni di storia» a conclusione di questo numero.
Concludo con un grazie sentito e sincero a tutti coloro che in questi anni ci hanno seguito e sostenuto con la loro lettura, i consigli, gli articoli e la capacità di diffusione della rivista stessa.
OB-2015-PRIMAVERA
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Una velata bellezza di Giovanni Leonardi Il suono ineluttabile. Considerazioni sul Suono, la Musica e le sue frammentazioni di Antonino YekNur Siringo Testimoni di storia di Julio Savi