libro bahá'í Opinioni bahá'í 2014 primavera
  • libro bahá'í Opinioni bahá'í 2014 primavera

Opinioni bahá'í 2014 primavera

Dal discorso della montagna all'esempio di Madre Teresa di Calcutta, l'etica nel mondo cristiano di Paolo Traianni
Etica e globalizzazione nella fede bahá'í di Giuseppe Robiati
Etica e laicità di Enrico Cheli
Quantità
5,00 €
Tasse escluse
20 Articoli

Pagamenti sicuri al 100%
Anche quest’anno si rinnova la tradizione del Convegno dell’Associazione per gli studi bahá’í «Alessandro Bausani» sul tema «Le fondamenta spirituali dell’etica: prospettive a confronto». Il Convegno si è svolto ad Acuto, Fiuggi, nel mese di Settembre. Lo scopo del Convegno era quello di mettere a confronto le varie voci che rappresentano alcune espressioni religiose e laiche presenti nella società moderna per analizzare le radici dell’etica e i suoi molteplici significati. I relatori presenti hanno offerto un punto di vista secondo il pensiero buddhista, cristiano, laico e bahá’í, proponendo tesi e prospettive per affrontare una tematica tanto dibattuta nella società contemporanea. È consuetudine includere questi articoli negli Atti che l’Associazione mette a disposizione dei suoi associati e dei lettori della rivista Opinioni bahá’í in questo numero dedicato al suo Convegno. Il Convegno per l’anno 2014 sarà svolto nel mese di Giugno e per tanto si è deciso di anticipare gli articoli che costituiscono gli Atti al N. 1 del 2014. Nella raccolta mancherà con molto rammarico l’articoli del Professor Riccardo Pacci, «Il discorso della benevolenza universale e l’etica nel buddismo», ci scusiamo con i lettori. Il primo articolo che desideriamo proporre ai nostri lettori è del Professor Paolo Trianni, «Le fondamenta spirituali dell’etica: prospettive a confronto. Dal discorso della montagna all’esempio di Madre Teresa di Calcutta, l’etica nel mondo cristiano». L’autore comincia la sua esposizione riflettendo su un tema sicuramente profondo e difficile: «è legittimo interrogarsi su quale sia lo specifico dell’etica cristiana. È lecito chiedersi, cioè, che cosa la caratterizzi in modo peculiare e che cosa abbia di differente rispetto ai sistemi etici di altre religioni». In tutto l’articolo l’autore approfondisce questo importante concetto scorrendo le opere dei Padri della Chiesa per definire gli ambiti all’interno dei quali ciascun teologo morale può decidere di specializzarsi. Si passa quindi dalla morale religiosa e sacramentale; morale sessuale familiare; morale della comunicazione; morale sociale e politica; morale della vita fisica e questioni di bioetica; e morale professionale o deontologia delle professioni. Trianni ricorda che «Non si può infatti fare teologia senza prendere preliminarmente in considerazione la Bibbia». L’autore conclude scrivendo che «l’etica cristiana nasce con una premessa legalistica e si rivela essere carità, invito alla donazione, alla perfezione e all’imitazione di Cristo. Essa, da questo punto di vista, non si riassume tanto nelle istituzioni, nei dogmi e nelle dottrine quanto, essenzialmente, nell’amore». L’articolo successivo è dell’Ingegner Giuseppe Robiati che inizia il suo approfondimento soffermandosi sull’analisi etimologica del termine «etica», dal greco «costume, norma di vita» «entrò nell’uso con Aristotele che con esso intitolò le sue trattazioni di filosofia della pratica». Nella sua esposizione illustra come nel corso del tempo questo termine abbia subito delle modifiche e evoluzioni, fino a spingere oggi l’umanità a interrogarsi nuovamente sul bisogno di un’etica che coinvolga tutta l’umanità, poiché come spiega l’autore l’umanità nel susseguirsi dei secoli ha vissuto un’evoluzione che ha individuato due livelli: l’etica per l’individuo e l’etica per la collettività. Entrambi questi livelli sono fra loro collegati: avremo una società etica se anche gli individui saranno etici nella loro vita personale. L’autore conclude il suo articolo spiegando che «È indispensabile integrare l’etica individuale con l’etica collettiva, che coinvolge le coscienze di ogni essere umano e, necessariamente, sottintende comunque un’inerente dignità di tutti gli individui senza alcuna distinzione, riconoscendone l’intrinseco valore e le innate capacità. E poiché ciò vale per ogni essere umano, si può affermare che questa prospettiva è in linea con il principio dell’unità del genere umano, il principio fondamentale per tutto ciò che attiene all’etica e alla giustizia». Il terzo articolo che presentiamo ai nostri lettori è del Professor Cheli e si intitola «Etica e laicità». «L’autore esordisce puntualizzando alcuni aspetti fondamentali: È grazie a Immanuel Kant che l’etica iniziò a distinguersi dalla morale e ad acquisire una aspirazione universalistica. Oggi i due termini etica e morale non sono più considerati sinonimi e mentre il concetto di morale tout court rimanda a valori, usi e costumi particolari e culturalmente relativi, il concetto di etica riguarda quei principi e norme che hanno una validità universale, come ad esempio la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite nel 1948. Esistono molte morali diverse, una per ogni società, cultura e religione del pianeta, mentre esiste una sola etica, i cui principi sono indipendenti dalle circostanze. Intenderemo pertanto l’etica nel senso di morale universale e oggettiva». Successivamente Cheli precisa con riferimento al concetto di laico quanto segue: «in passato veniva definito laico colui che che, pur membro di una comunità religiosa, non svolgeva in essa ruoli sacerdotali o monacali». E aggiunge: «Si ritiene oggi evidente che un approccio laico – cioè non condizionato da un qualsivolgia credo religioso – permetta di ragionare sull’etica in modo meno vincolato da dogmi e credenze e quindi più obbiettivo e universalistico». Nel suo articolo l’autore analizza dal punto di vista psicologico e delle neuroscienze ciò che queste scienze hanno da condividere in merito al tema dell’etica e della sua educazione. Conclude la sua esposizione con una riflessione importante: «Se tale senso etico non si manifesta spontaneamente in certi individui – al punto che le società devono ricorrere a leggi e sanzioni formali per colmare tale mancanza - ciò dipende da uno sviluppo incompleto o distorto di tali individui. Pertanto il ruolo dell’educazione dovrebbe essere quello di facilitare in tutti i modi possibili il naturale e completo sviluppo dell’essere umano, che automaticamente comprende anche lo sviluppo del senso etico». Il Convegno è stato arricchito dal contributo del Professori Pacci che ha illustrato il punto di vista buddhista offrendo ai partecipanti un assaggio della vastità del tema generale del Convegno che può fornire lo spunto per creare un tavolo di dialogo tra diverse comprensioni dello stesso termine al fine di trovare una visione e un’applicazione comune del termine etica in una società nella quale sembra mancare. Questo è il primo numero del 2014, cosa si possono aspettare i lettori da Opinioni bahá’í per quest’anno? Come ogni anno la Redazione si organizza per avere per tempo gli articoli che verranno inseriti nei quattro numeri. Per l’anno 2014 i quattro numeri sono stati programmati in questo modo per coprire tematiche che riguardano i problemi del mondo come la giustizia e l’unità, il rapporto tra i vari generi, l’immigrazione, lo studio di uno scritto di Bahá’u’lláh e un numero speciale per celebrare un importante studioso bahá’í, ma questa sarà una sorpresa per i lettori. Buona lettura per il 2014!
OB-2014-PRIMAVERA
20 Articoli
Nuovo prodotto