libro bahá'í Storie di Bahá'u'lláh
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Storie di Bahá'u'lláh

 

Autore: Alì-Akbar Furutan
Editore: Casa Editrice Bahá'í
Pagine: 106
Anno: 2001
Lingua: italiano
Supporto: libro
Dimensioni: cm.20,9x14,7x0,8
ISBN: 978-88-7214-077-3
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STORIE DI BAHA’U’LLAH

144 commoventi aneddoti inediti sulla vita di Bahá’u’lláh, elencati in ordine cronologico. Gli episodi riportati in questo libro, intrisi di compassione, affetto, umorismo e semplicità, commuovono chi ne legge la descrizione dopo oltre un secolo, come commossero le persone che vi presero parte.

BIOGRAFIA / 'ALI'-AKBAR FURUTAN (1905-2003 ) 

Nasce a Sabzivárí, in Iran, il 29 aprile 1905. Studia in un maktab, una scuola tradizionale islamica, dove impara a leggere e scrivere e studia il Corano. 

In parte a causa delle minacce ricevute dopo aver abbracciato la Fede bahá'í, la famiglia si trasferisce nel Turkestan russo (oggi parte del Turkmenistan), dove c’è una comunità bahá'í consolidata e il giovane 'Alí può frequentarne la scuola per ragazzi. Negli anni del liceo è nominato membro e segretario del Comitato Nazionale Giovanile. Fonda un foglio di notizie per i giovani, dirige una biblioteca e inizia a tenere conferenze.

Vince una borsa di studio all'Università di Mosca, dove si laurea in Pedagogia e Psicologia per l’infanzia. Nonostante i ragguardevoli traguardi accademici raggiunti, sull’onda delle persecuzioni religiose del governo, dopo la laurea nel 1930 è espulso dall'Unione Sovietica.

Ritorna in Iran e nel 1931 sposa Ataie Azíz-Khurásání. I due si trasferiscono a Saysán e qui il giovane Alì fonda due scuole bahá'í, una per ragazze e una per ragazzi, alle quali si iscrivono settecento studenti.

Un ruolo ben più significativo lo svolge nel lavoro e nell'amministrazione della comunità iraniana bahá'í. Dopo essere stato eletto nell'Assemblea Spirituale Nazionale (1934), si trasferisce a Teheran, servendo contemporaneamente sia a livello nazionale che locale. Durante il suo primo pellegrinaggio ad Haifa nel 1941, Shoghi Effendi loda l'eccellenza del suo lavoro in entrambe le Assemblee e predice i suoi futuri servigi in ambito internazionale. 

Dopo il suo trasferimento a Teheran, è nominato preside della Tarbíyat School for Boys, ma le scuole bahá'í chiuderanno di lì a poco per ordine del governo Pahlavi, istigato da fanatici islamici.

Nel 1946 l'Iranian Radio and Broadcasting Service lo invita a tenere una serie di conferenze sull'educazione dei bambini, il cui testo viene pubblicato come Essays on Education e, successivamente, con il titolo Mothers, Fathers and Children (Madri, padri e figli. Consigli pratici ai genitori). Scrive anche altri testi sulla Fede, compresi libri per bambini, tradotti in diverse lingue. Le sue memorie, intitolate Hakáyat-i-Dil -The Story of My Heart, furono pubblicate dalla George Ronald in persiano e in inglese.

Per ventiquattro anni membro dell'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Iran, dopo la scomparsa di Shoghi Effendi è una delle nove Mani della Causa selezionate per risiedere in Terra Santa. 

Eletta la Casa di Giustizia nel 1963, rimane in Terra Santa fino alla sua morte, continuando a viaggiare in Africa, Americhe, Asia, Australia ed Europa, per diffondere gli insegnamenti della Fede e per offrire incoraggiamento e consiglio alle comunità bahá'í.

Nel 1990, dopo sessanta anni torna finalmente in Russia per assistere alla riformazione dell'Assemblea Spirituale Locale di Mosca e l'anno successivo per l'elezione della prima Assemblea Spirituale Nazionale dell'Unione Sovietica.

Morirà all'età di 98 anni per cause naturali, ma nonostante l’età avanzata mantiene fino alla fine l’impegnativo programma di attività, compresi i suoi regolari incontri con le migliaia di pellegrini che ogni anno visitano il Centro Mondiale Bahá'í. 

(Foto Wikipedia)

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