Il documento contesta l’idea che vi sia un conflitto irresolubile fra ciò che la gente vuole –presumibilmente consumare sempre di più – e ciò di cui l’umanità ha bisogno. «Molte teorie economiche e psicologiche sostengono che gli esseri umani sono schiavi dei propri interessi… Le qualità necessarie per costruire un sistema sociale giusto e più sostenibile – come la moderazione, la giustizia, l’amore, la ragione, il sacrificio e il servizio al bene comune – sono state spesso accusate di essere meri ideali. E tuttavia, sono queste le qualità che devono essere incoraggiate e praticate… Il documento affronta il tema del consumismo cercando di rispondere alla domanda “che cosa è la natura umana?”. Dobbiamo capire che cosa siamo e qual è lo scopo della vita. La transizione verso la sostenibilità dei consumi e della produzione è una delle più grandi sfide del nostro tempo. Per ottenere questo risultato è necessaria una trasformazione del modo di pensare e di agire. Le forze culturali in gioco sono molto forti e se vogliamo progredire dobbiamo riesaminarle».