Una profuga verso l'unità: la Terra è un solo Paese?
Una pro-fuga verso l'unità
Questa piccola storia nasce dal desiderio di esprimere, attraverso una rappresentazione, argomenti di carattere sociale, spirituale e umano.
Nelle brevi, ma intense pagine che seguono, si narra di profughi in fuga verso un mondo migliore ma, al contempo, la storia diventa la metafora di una migrazione più ampia, quella dell’anima umana che anela a «fuggire» da vecchi modelli egoistici che hanno ampiamente dimostrato il loro fallimento e raggiungere la propria realizzazione lavorando e cooperando per un bene comune.
Prendendo spunto da una realtà sempre più incalzante e dai toni drammatici che ha indotto le popolazioni ad incontrarsi in un modo improvviso ed inaspettato, questo lavoro non vuole essere la risoluzione politica a un problema, in quanto i governi devono assumersi la responsabilità di risolverlo.
La storia e le riflessioni che ne conseguono vogliono dare il loro contributo, stimolando nelle coscienze degli individui una «sensibilità spirituale», spesso non considerata come la condizione primaria alla risoluzione del problema. L'intento delle autrici è spostare l’attenzione sull’opportunità che offre una tale difficoltà, per affrontare il cambiamento necessario a condurre l’umanità verso la cittadinanza mondiale.
La trasformazione deve avvenire principalmente nella nostra visione «dell’altro», dotato come tutti di qualità nascoste, che sono pronte ad emergere in modo concreto attraverso atti di servizio volti alla costruzione di una nuova civiltà che ci conduca alla prosperità e alla pace.
Il testo, sebbene tragga ispirazione dai principi fondamentali della Fede baha’i, non contiene riferimenti specifici ad alcuna fede, pur lasciandolo intuire all’attento fruitore; piuttosto desidera porre al primo posto il Nostro Creatore, la matrice che accomuna ogni essere umano, rendendolo capace di riconoscerLo attraverso l’affinamento delle coscienze e una visione interiore libera e indipendente.